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I rapporti tra Chiesa e Governo visti dal basso

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Il nostro Presidente del Consiglio ha affermato recentemente che i rapporti con la Chiesa “sono eccellenti da sempre”.

http://www.uaar.it/news/2009/09/08/
berlusconi-rapporti-eccellenti-con-chiesa

-verso-biotestamento/

http://www.lastampa.it/_web/

cmstp/tmplrubriche/giornalisti/
grubrica.asp?ID_blog=242&ID_

articolo=846&ID_sezione=524&sezione=

http://www.ansa.it/opencms/export/site/

visualizza_fdg.html_1649848734.html

Da cattolico non condividendo le affermazioni del premier scrissi questo messaggio al Papa, che rendo pubblico.



7 settembre 2009


Mi rivolgo al Santo Padre.

Santita' ho sentito il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi affermare che i rapporti con la Chiesa non sono stati mai cosi' buoni e ho sentito diversi esponenti ecclesiali affermare esattamente l'opposto.
Mi sto leggendo e rileggendo Mt 5-7 e non trovo riscontro tra quanto li' affermato e il Suo assordante silenzio.
Ho sentito Berlusconi affermare che varera' leggi e favori alla Chiesa, ma la mia domanda e': "Vi sta comprando?"
Leggo "Nessuno puo' servire a due padroni: o odiera' l'uno e amera' l'altro,  o preferira' l'uno e disprezzera' l'altro: non potete servire a Dio e a mammona".
Vede Santita' c'e' scritto "Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno." Il di piu' ma anche il di meno. I cattolici italiani non hanno sentito il Suo parere sulla vicenda e temo che debba proprio esporsi questa volta.
Vede Santita' siamo alla vigilia di tempi molto duri, di una dittatura incipiente che traspare da tutte le parti. Tutti gli osservatori internazionali lo ammettono, il parere del Papa e' un dovere. L'ultima volta che successe in Italia e in Germania ci fu un periodo buio durato molti anni concluso con una lunga guerra. In tali occasioni un tempestivo e autorevole intervento del Papa avrebbe potuto forse risparmiare molte sofferenze. Mi perdoni, ma ritengo che sara' sicuramente importante la vita nascente o la vita che sta per spegnersi, ma ancor piu' importante e' la vita nel suo "mezzo del cammin" in cui si debba preferire  il rispetto per i poveri di spirito, per gli afflitti, per i miti, per quelli che hanno fame di giustizia, per i misericordiosi, per i puri di cuore, per gli operatori di pace, per i perseguitati, per coloro che sono insultati ("cattocomunisti" non Le dice niente?). Questa preferenza non e' "politica" e' Vangelo.
Scenda dal suo trono dorato e vada in mezzo alla gente, vada ad ascoltare le sofferenze degli immigrati che preferiscono morire in mare piuttosto che ritornare da dove sono partiti.
Se la Fede nel mondo si sta perdendo, non sara' che non c'e' piu' una coerenza tra il Vangelo e le scelte, o non scelte, che sta facendo santa Romana Chiesa?
Mi unisco alle Sue preghiere: che lo Spirito Santo La illumini.

Piero Calcagno
Rivoli (Torino)


Per lo stesso motivo leggiamo la lettera di don Paolo Farinella che con toni diversi si meraviglia e si indigna sugli stessi temi.


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[pubblicato su la Repubblica/Il Lavoro (locale) di domenica 13 settembre 2009, p. XV con il titolo: «Oratori e parrocchie, ma la laicità è ormai un ricordo»]


"Signor Cardinale Bertone,

apprendo dalla stampa che il giorno 7 ottobre 2009, memoria liturgica della Madonna del Rosario, lei ha intenzione di inaugurare la mostraIl potere e la grazia" con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che non posso chiamare "onorevole" perché di "onorevole" nella sua vita pubblico-privata, nella sua politica e nel suo sistema di menzogne non vi è nulla. Se la notizia fosse vera, lei agli occhi della stragrande maggioranza della Chiesa italiana e del mondo si renderebbe complice e si assumerebbe la responsabilità di molti abbandoni "dalla" Chiesa da parte di credenti che sono stufi che la politica della diplomazia sovrasti e affossi la testimonianza limpida del Vangelo. Lei sicuramente sa, come lo sa ogni parroco che vive sulla breccia dei marciapiedi, che quest’anno vi è stata una emorragia nei confronti dell’8xmille che moltissimi cattolici, anche praticanti, hanno devoluto ad altre istituzioni pur di toglierlo alla Chiesa cattolica per le sue ingerenze e connivenze con un governo legittimo, ma ad altissimo tasso di illegalità e immoralità. Questo argomento credo che vi interessi non poco sia come Vaticano che come CEI.

Dopo tutto quello che è successo, le testimonianze, le registrazioni, le inchieste, lo spergiuro pubblico in televisione sulla testa dei suoi figli, gli immigrati morti in mare che il governo ha sulla coscienza; dopo la legge infame che dichiara "reato" lo "stato personale", cioè la condizione esistenziale di "immigrato" divenuto "clandestino" in forza della legge Bossi/Fini; dopo tutto questo lei non può far finta di nulla e farsi vedere in pubblico con Berlusconi o qualcuno dei suoi scherani.

Se parlate di morale pubblica e di etica politica, dovete essere coerenti con i vostri stessi principi che spesso esigete dagli altri che non hanno il potere immondo di Silvio Berlusconi, il quale si crede il Messia e "solutus omnibus legibus", visto che concepisce se stesso come sultano e l’Italia il suo sultanato personale. Egli pensa di potere comprare tutto: i tribunali, le sentenze, la compiacenza di prosseneti e lenoni che gli procurano donnine a pagamento per sollazzarlo con orge (e forse anche droga) di cui egli continua a vantarsi pubblicamente fino a dichiarare con spudoratezza che: "il popolo italiano vuole essere come lui".
Crede di potere comprare anche il Vaticano, offrendo leggi e favori a richiesta. Valuti lei se le lenticchie fuori stagione valgano una Messa.

Lei deve sapere che serpeggia nella Chiesa uno scisma ormai non tanto sotterraneo che sta emergendo di giorno in giorno e bisogna stare attenti che non diventi movimento o peggio ancora separazione, anche perché molti vescovi stanno zitti, ma in cuor loro meditano e in privato imprecano. Non prenda a cuor leggero quello che le dico. Il mio vescovo, cardinale Angelo Bagnasco, e anche lei che mi ha conosciuto bene, sapete che non dico bugie e non parlo mai per sentito dire e di ogni mia affermazione o gesto mi assumo sempre la responsabilità pubblica.

Per una volta, come Segretario di Stato, sia prete, solo prete, intimamente prete e disdica ogni appuntamento con un trafficante senza morale e senza dignità che la sta usando solo per affermare che i suoi rapporti con il Vaticano e con il Papa "sono eccellenti".

Le accludo la "Lettera di ripudio" che ho inviato a Silvio Berlusconi, e che tante adesioni sta raccogliendo nel mondo credente e non credente. Se lei riabilita Berlusconi, come ha già fatto Gian Maria Vian, direttore dell’Osservatore Romano con l’intervista al Corriere della Sera, nella Chiesa di Dio lei perde il diritto di parlare di Vangelo, etica e moralità.

Se Berlusconi riesce a comprare anche il Vaticano con uno scambio di leggi, favori e denaro, sappia che non potrà mai comprare le nostre coscienze di credenti che ogni giorno pregano Dio per la salvezza della "povera Italia" e per la conversione delle gerarchie ecclesiastiche che spesso sono di scandalo e non di esempio al popolo dei battezzati.

Preoccupato e amareggiato, la saluto sinceramente.
" Paolo Farinella, prete
------------- dall’emblematico titolo: "

Sarà sfuggito ai più ma la Chiesa ci ha risposto, in modo molto discreto, perchè ormai in una assordante gazzarra chi parla trova difficile farsi ascoltare.

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[pubblicato su Avvenire del 22 settembre 2009,]


Bagnasco: mai intimiditi
«Etica, no a logiche mercantili. Sobrietà in politica»

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La Chiesa « non ha avversari » . E anche « quando annuncia una verità scomoda, resta con chiunque amica » . Perciò essa « non può essere coartata né intimidita » , né « potrà esimersi dal dire ciò che davanti a Dio ritiene sia giusto dire » . Ad esempio che « è necessario » , per l’Italia « superare un clima di tensione diffusa e di contrapposizione permanente che fa solo male alla società » . Oppure che, come dice anche l’articolo 54 della Costituzione, « chiunque accetta di assumere un mandato politico sia consapevole della misura e della sobrietà, della disciplina e dell’onore che esso comporta » . Quando poco dopo le 17 il cardinale Angelo Bagnasco pronuncia queste frasi nella Sala del Consiglio permanente, tutti gli occhi (non solo dei cardinali e vescovi membri, ma anche delle testate accreditate, le maggiori del Paese) sono puntati su lui. Non sono parole di circostanza. Né potevano esserle, quelle che il presidente della Cei propone nella prolusione di questo primo appuntamento dopo la pausa estiva e « l’amaro passaggio » del grave attacco mediatico contro Dino Boffo («attacco che ha finito per colpire un po’ tutti noi » , sottolinea), cui non certo a caso l’arcivescovo di Genova dedica le primissime righe del suo discorso. Parole estremamente incisive, inserite in un intervento a tutto tondo, che Avvenire pubblica integralmente e che giunge tre giorni dopo l’udienza che Benedetto XVI ha riservato venerdì al presidente dell’episcopato italiano; oltre che a distanza di poche settimane dalla telefonata che, come ricorda lo stesso Bagnasco, «il Santo Padre ha avuto la bontà di farmi, per raccogliere notizie e valutazioni sulla situazione contingente » .
Il magistero del Papa, del resto, (e non solo « le parole di grande benevolenza » di quella telefonata, che – dice il cardinale – « ci hanno non poco confortato ») è bussola di tutto il discorso.


Ultimo aggiornamento Venerdì 26 Marzo 2010 22:56  

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