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Diritto e legalità

Una testimonianza da Haiti

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Per gentile concessione di Gerard Stephenson pubblichiamo una lettera ricevuta dal figlio Roberto che si trova ad Haiti in questi drammatici giorni dopo il terremoto.

Desolazione, paura, aiuti che arrivano in Haiti, ma non alla gente. I morti sono per lo più stati tolti, ma non quelli sotto le macerie. Tanta puzza di cadaveri e di escrementi vari. Cumuli di macerie ovunque. Tanti i perduti, cari e meno cari, gente senza volto, come le rovine di case irriconoscibili, rase al suolo, senza dignità che ne sia restata. Un paese condannato e senza fortuna. Una delle preoccupazioni più grandi, alla radio, nelle conferenze ufficiali, è quella che ancora una volta gli haitiani passino per un popolo di gente incapace, che non sa gestire l'emergenza, che non merita, gente cattiva, gente che ruba e stupra in situazioni come questa.

Ultimo aggiornamento Martedì 26 Gennaio 2010 18:32
 

L'emergenza detta le priorità

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Con tutto il rispetto e l’ammirazione per questo giornale on line, ho, però, l’impressione che non si percepisca nemmeno qui il grave pericolo per l’Italia di continuare ad aver un governo come questo che abbiamo. Ancora poco tempo e l’Italia sarà privata di tutti i più importanti meccanismi di una vera democrazia. Berlusconi è convinto di essere legittimato come un “caudillo” a fare ciò che, “Lui” ritiene, gli chieda, il Popolo italiano, quella maggioranza netta, ma ambiguamente incrementata da una legge da tutti definita “porcellus”.

 

Faccia tosta

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Come si fa a continuare a ingannare gli italiani trattati come sempliciotti, per non dire “coglioni” per usare una sua battuta, con queste affermazioni: “Siamo riusciti a non aumentare nessuna imposta e a non mettere le mani nelle tasche degli italiani” mentre in realtà si sta facendo l'esatto contrario e non in modo da rispondere a un'emergenza ma in modo programmato e dichiarato sotto gli occhi di tutti che è il documento di programmazione economica poliennale del Governo. Vedere il precedente articolo Come ti derubo senza che te ne accorga.

 

Ultimo aggiornamento Martedì 26 Gennaio 2010 10:03
 

11 settembre 1973 Pinochet, Cile

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Che volete, a volte ritornano e la faccia è sempre la stessa, sia di quelli che vanno a governare, sia di quelli che votano, almeno stando alle interviste. E pensare che a governare il Cile era il figlio di quel Frei padre che portò al potere Pinochet, che con l’aiuto dei piloti dell’aviazione USA fece assaltare la Casa Rosada, sede del governo popolare di Salvador Allende. Non farò l’elenco delle violenze subite dalla gente che oggi ha votato la destra, delle uccisioni, della gente fatta scomparire, dei veri e propri campi di concentramento organizzati negli stadi, della repressione fisica e politica subita dai democratici. Stermini veri e propri di intere famiglie, generazioni di uomini donne, bambini, vecchi e tutti innocenti con la sola colpa di non essere d’accordo col governo fascista appoggiato e riconosciuto dalle potenze occidentali.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 20 Gennaio 2010 18:36
 

I giovani calabresi

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Ho letto con molto interesse la lettera del dott. Boretti. Testimonianza diretta e consapevole, ad opera di un appartenente a quel territorio, quella cultura, quella società meridionale che tanto differisce, nel bene e nel male, dal resto d'Italia e d'Europa. Nonostante ciò l'analisi di Boretti rimane discreta e rispettosa. Equilibrata. E concordo pienamente sulla necessità di divulgare il suo scritto. Lo considero un atto di autentico giornalismo.

C'è chi invece, a distanza di migliaia di chilometri, seduto davanti al suo pc, in vestaglia e pantofole, con una finestra sul mondo rappresentata dal suo apparato satellitare, ed una veduta frontale sul Duomo di Milano, pretende ed ottiene di divulgare grotteschi teoremi, fornire facili paradigmi su ciò che in realtà non conosce: Rosarno e la Piana di Gioia Tauro, La Calabria, il Sud.

Ultimo aggiornamento Giovedì 14 Gennaio 2010 15:55
 


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