Lo Sbavaglio

...perchè le libere opinioni contano

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri
Diritto e legalità

Noi che non sapevamo ridere

E-mail Stampa PDF

Riceviamo da Imola e volentieri pubblichiamo questi meravigliosi e toccanti pensieri di Giuliano Bugani, operaio, giornalista, poeta.

Noi che non sapevamo ridere ( dedicato al popolo dell’Aquila)

Cà del Vento è la casa dei matti. A Imola. La città dei matti. E’ una struttura protetta all’ interno del grande manicomio abbandonato. Il manicomio venne svuotato dopo la legge Basaglia. Cà del Vento io l’ho vista. Io sono stato dentro il grande manicomio di Imola. A vedere Cà del Vento. Ho visto le persone di Cà del Vento. Ho visto i matti. Uomini. Donne. Giovani. Anziani. Vivono insieme. Mangiano insieme. Cucinano insieme. Li ho visti parlare tra di loro. Cà del Vento mi ha commosso. Quelle persone mi hanno commosso. C’era la responsabile volontaria ad accompagnarmi. Una donna stupenda. Imola è stupenda. Dicono che la struttura del grande manicomio abbia ispirato la costruzione dei lager nazisti. La forma esterna architettonica. La forma interna dei corridoi. La forma dei campi esterni. Lager nazisti. Poi sono stato all’Aquila. Subito dopo il terremoto.

 

Chi riesce a primeggiare in una società ingiusta

E-mail Stampa PDF

L'uomo è imperfetto. Per questa ragione nessuno è esente da soprusi e sopraffazione nei confronti di altri. Si tratta di misura. Questa sopraffazione può essere involontaria o poco recepita da chi la genera. Può anche essere poco percepita da chi la subisce. La perdita dei valori morali che possiamo riscontrare generazione dopo generazione porta a un incremento di sopraffazioni e violazioni della dignità umana. Ma oltre a questo aspetto deprecabile porta a una società più ingiusta, dove la sopraffazione prende a mano a mano sempre più piede. Faccio un esempio per spiegare praticamente questo perverso meccanismo che non é un ragionamento ma una constatazione.

Ultimo aggiornamento Giovedì 18 Febbraio 2010 00:27
 

Un posto dove morire

E-mail Stampa PDF

Un giorno vidi morire il mio cane. Si soffre di un dolore immane, si rimane straziati anche davanti alla morte di un animale che ti ha scaldato il cuore e le gambe quando ne hai avuto bisogno, il suo calore è servito al tuo corpo perché soffri di artrosi. E mentre moriva cercava il suo posto per abbandonarsi con discrezione senza farsi vedere, quasi si sentisse in colpa di dovermi lasciare, e chissà quanto dolore dentro di lei prossima a morire … e lo sapeva … lo sapeva. Noi ogni tanto ci crediamo uomini sorretti da orgogli inutili, da invidie, da odi, arroganze, gelosie, passioni e da necessità impellenti come il lavoro, l’amore, la casa, la famiglia o magari anche solo una carezza, un sorriso o solo il fatto di tornare a casa e trovare i genitori che ti aspettano sempre … e sempre ansia, perché un figlio a casa deve sempre, dico sempre, tornare e non c’è peggiore destino per un genitore sopravvivere al proprio figlio, destino infame per chissà quante famiglie.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 17 Febbraio 2010 11:29
 

Scienza e religione

E-mail Stampa PDF

La religione impedisce di ragionare mentre la scienza vive nella ricerca della verità. Sono mondi molto lontani. Lo dice Umberto Veronesi. Lo scienziato ha spiegato i motivi che lo hanno portato ad allontanarsi dalla fede. Secondo Veronesi la religione, per definizione, è integralista, mentre la scienza vive nel dubbio, nella ricerca della verità, nel bisogno di provare, di criticare se stessa e riprovare.

Ultimo aggiornamento Domenica 07 Febbraio 2010 16:55
 

Il venditore di tappeti (senza offesa per la categoria)

E-mail Stampa PDF

Oggi, mentre la trota veniva proposta a Brescia, il Parlamento decideva il legittimo impedimento per il premier e i ministri tutti, mentre veniva alla luce che le cartelle cliniche di Stefano Cucchi erano state manomesse, che i Centri di Identificazione ed Espulsione sono dei lager, che Marcello Dell’Utri ha rappresentato la mafia nei confronti dello Stato, che Feltri si è sbagliato a dire che Boffo era frocio, nel momento in cui la situazione occupazionale è disastrosa, mentre accadeva tutto questo il Grande Buffone al Parlamento israeliano ha elogiato l’operazione Piombo Fuso. Salvo poi smentirsi subito dopo, facendo finta di commuoversi per le vittime di questa operazione e ignorando la domanda di un giornalista circa le distruzioni provocate dagli attacchi israeliani e il muro che da anni cinge d’assedio il popolo palestinese e che mantiene di fatto uno stato di assedio e lascia al libero arbitrio degli israeliani il decidere la quantità e la composizione dei rifornimenti quotidiani e, infine, lascia libera occasione all’estremismo islamico di prosperare come il difensore dei deboli. Inoltre ha sbeffeggiato, il venditore di tappeti (senza nessuna offesa per la categoria), il rapporto ONU relativo alle conseguenze delle operazioni militari, arrivando al punto di  definire “giusta” (suscitando sinistri ricordi) l’operazione stessa. Noi ci chiediamo veramente quale coscienza morale possa avere quell’uomo, e contemporaneamente fino a che punto noi si sia rincoglioniti perché si sopporti tutto ciò e perché si permetta che un venditore di souvenir (capace solo di dire quello che il cliente vuole), in odore di puttaniere, ci rappresenti – chissà poi con quale mandato – nelle relazioni internazionali.

Ultimo aggiornamento Giovedì 04 Febbraio 2010 00:15
 


Pagina 7 di 16

Ultimi commenti


In questo sito vengono utilizzati i cookie necessari al suo funzionamento e quelli associati a terze parti nel caso di visualizzazione di contenuti da loro gestiti e per la raccolta statistica di dati di traffico. Per saperne di più, clicca su: Informativa completa.

Per accettare, clicca su:

EU Cookie Directive Module Information