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Tu chiamali, se vuoi, trombamici

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“Gli uomini, si sa, vanno e vengono. Nel mio caso, vengono e vanno.” Prendo spunto da questo status pubblicato ieri su Facebook dalla mia amica A.C. per una riflessione semiseria  sui rapporti di coppia.

I motivi più diffusi che spingono a non vivere fino in fondo una relazione, di solito, sono il non volersi impegnare perché si ha già in piedi una storia importante, oppure la mancanza di tempo o il troppo lavoro. Più frequentemente, in molti non si sentono sicuri di quello che provano perché, anche vivendo in una civiltà molto aperta sessualmente (o forse proprio per questo?), resta un dato di fatto che le persone spesso non vengono educate ad analizzare a fondo i propri sentimenti.

Ed ecco che arriva il risultato di una ricerca condotta tra un gruppo di studenti della Michigan State University, che hanno dichiarato di essere favorevoli a una relazione di amicizia “con qualcosa in più” tra uomo e donna: sono definiti Friends With Benefits quegli amici con cui si eccede nello scambio di effusioni, sesso compreso, ma senza che si stabilisca un vero e proprio rapporto amoroso tradizionale. Per molti, la gratuità con cui ci si scambiano attenzioni, tempo ed endorfine senza avere le implicazioni emotive di una relazione può essere un buon compromesso e, soprattutto, non si hanno ripercussioni in tema di stress da questo tipo di friendship.

Per contro, Rebecca Plante dell’Hitaca College di New York si è presa la briga di intervistare un tot di studenti universitari ed è risultato che si, se in un primo momento queste relazioni portano indubbi vantaggi, prima o poi arriva il momento in cui tutto si complica. Eccezion fatta per chi si innamora e, ricambiato, entra in possesso della natura ampia della durata  (ma che comunque da quel momento vivrà con l’adrenalina a mille di chi fa i tuffi di pancia), diventare dipendenti emotivamente da una persona a cui non si riesce a dare un ruolo definito nella propria vita, segretamente sospesi in una decisione non decisa, potrebbe essere fonte di sofferenza o di turbamento. Inoltre, l’assenza di patti e regole non protegge dal fatto che uno dei due cambi idea e arrivi a non desiderare più qualcosa che implichi la messa in gioco del corpo oppure che, al contrario, voglia fare finalmente sul serio.

In principio furono Harry e Sally:

“ - Nessun uomo può essere amico di una donna che trova attraente, vuole sempre portarsela a letto.

- Allora stai dicendo che un uomo riesce ad essere amico solo di una donna che non è attraente?

- No. Di norma vuole farsi anche quella.

- Ma se lei non vuol venire a letto con te?

- Non importa, perchè il click del sesso è già scattato quindi l’amicizia è ormai compromessa e la storia finisce lì.

- Credo che non saremo amici, allora.

- Credo di no. “

Non c’è regola dell’amico che tenga, e nessuno l’ha teorizzato meglio di quel film -Harry ti presento Sally- diretto da un uomo (Rob Reiner) ma scritto da una donna (Nora Ephron).

Forse il risultato è viziato dal campione analizzato, perché probabilmente tra i giovani è più diffuso questo tipo di dondolamento emotivo e immaturità. Viziato o no, il risultato più apprezzabile di questo studio è l’aver sdoganato un termine goloso ed evocativo: friends with benefits, ovvero trombamici.

Maria De Filippi l’ha capito da mo’.

 

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