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O mare nero o mare nero o mare nero

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No cari amici e lettori amati e sperati, non sono una poesia o una descrizione romantica di una notte passata davanti ad una spiaggia senza luna e senza stelle. Un astronauta americano che più volte fu in missione nello spazio, l’ultima volta che guardò dal suo oblò il nostro pianeta, si accorse che il pianeta azzurro era diventato grigio ed il verde che una volta era tale si era ammalato ed era a chiazze variegate e di colore oramai più giallo e marrone che verde. Tutto ciò a causa dell’inquinamento atmosferico provocato dalle sostanze che tutti i giorni sono immesse nell’aria e più anidride carbonica di quanto il nostro pianeta sia in grado di assimilare. A questo occorre aggiungere quanto è versato nel mare dai rifiuti industriali e ai drammi delle navi che affondano per varie cause.

Il sistema biologico ed ecologico è contraffatto, modificato, avvelenato, distruggendo nei fatti la catena alimentare e provocando malattie incurabili, alcune ancora oggi sconosciute. L’uomo non è più e da troppo tempo alleato della terra e non è la  natura che si ribella. Sono i miliardari criminali che ogni giorno lo uccidono per sete di potere, di danaro, in spregio alle regole della natura. Ne consumano le risorse, sfruttano i propri fratelli con poco genio e molta sregolatezza. Quando si è finito di sfruttare la terra, si va in mare a ricercare altra ricchezza e non ci si premunisce con sistemi efficienti di difesa e di prevenzione per gli eventuali gravissimi e irreparabili danni che si pagheranno per decenni se non per centinaia di anni. Sono ormai decenni che accadono “incidenti” ma nessuna società petrolifera ha mai voluto risolvere questi problemi né tanto meno gli stati altrettanto responsabili e colpevoli sono intervenuti in maniera decisa per obbligare i miliardari petrolieri a porre i rimedi necessari. Si azionano le trivelle nel mare per estrarre l’oro nero e già da anni ormai si parla di fonti di energia alternative e rinnovabili che sono compatibili con la natura e col pianeta con le sue risorse e necessità.  Si preferisce favorire i grandi interessi dei petrolieri, delle banche, dell’economie capitaliste a danno e contro gli interessi della maggioranza della popolazione mondiale. Ogni volta che in qualsiasi altra parte del mondo si verifica una tragedia ecologica come quella che si sta consumando sulle coste americane non è un fatto limitato a quel paese. Quando si getta in mare ogni giorno e per interi mesi e si inquina un terzo dell’oceano i danni sono incalcolabili e irrecuperabili sotto ogni aspetto e non è certo facendo pagare una multa per quanto elevata che si possa ovviare o risolvere problemi e i danni provocati dalla fuoriuscita di petrolio. Occorre fare di più e meglio in termini di prevenzione e progettazione e soprattutto devono intervenire tutti gli studiosi, i tecnici del pianeta per risolvere un problema che molto presto investirà e interesserà tutti gli stati sul pianeta perché quella macchia è destinata ad inquinare gran parte delle coste di tantissimi paesi se non di tutti se pure in maniera diversa e con diversa intensità. Obama ha un bel da fare ma se continua a chiedere ai responsabili di risolvere il problema, ciò rischia di essere insufficiente se non inutile con gravi danni per tutti, uomini e paesi. Chissà quante saranno le specie animali che scompariranno per sempre, altre saranno decimate senza pietà, quante le piante marine distrutte a causa di questo evento odioso e in qualche modo programmato. Grave è che i mezzi d’informazione non si occupano di questo dramma in termini ecologici, di occupazione e di lavoro che verrà a mancare alle popolazioni che da sempre vivono sulle coste e vivono di pesca di turismo con le spiagge piene di petrolio veleno. Occorre una diversa consapevolezza di questi problemi in tutti i paesi del mondo. La comunità internazionale attraverso l'ONU deve imporsi a che si metta all’ordine del giorno il tema dell’inquinamento e dei suoi responsabili. Ed è sbagliato pensare come sta facendo l’Europa che ciò sia un problema che riguarda solo gli americani.Vorrei ricordare agli straccioni europei che il pianeta è uno solo, che il vento, le correnti marine porteranno anche sulle nostre coste quanto è versato in quella parte del mondo da un pozzo che se non sarà chiuso in fretta sarà la morte per uomini e animali. I mezzi d’informazione cominciano a dichiarare la verità e cioè che siamo nel petrolio, scusate nella cacca, ma è quella dei miliardari petrolieri e qualcuno punterà a farcela mangiare come al solito … Già ma a noi interessa la Coppa dei Campioni. Dobbiamo anche dire che il mare è in pericolo, la terra è in pericolo e dare la sveglia ai soliti esperti che dicono che tanto il mare si pulisce da solo, luoghi comuni che ci hanno potato ad immani catastrofi e questa volta rischiamo che il mare non ce la faccia. Perchènon dare la colpa agli ecologisti? Perché non si sono fatti la doccia prima di entrare in acqua? … I soliti comunisti ... Siano maledetti anche se continuano a dire con molti altri che occorrono nuove fonti di energia rinnovabili e non inquinanti … Peccato che vanno contro i petrolieri e questo non si fa. Meglio le centrali nucleari … Vero? E Cernobyl è stato solo un incubo … oppure no?

Ultimo aggiornamento Mercoledì 02 Giugno 2010 08:08  

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