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E la Calabria va

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E' Gerocarne, in provincia di Atene sta, che annuncio sarebbe questo, vi immaginate se un giorno gli emigrati di questo paesino sperduto sull’appennino calabrese dovessero tornare e ritrovarsi con la nazionalità greca. Tutti a chiedersi cosa e come è accaduto, persino i miei fraterni amici, Biondo e Francesco verrebbero a chiedermi conto del misfatto ed avrebbero ragione se a combinare quello sfacelo fossi stato io o gli acerrimi nemici (si fa per dire) del nord, visto che da decenni si alimenta in modo idiota la diatriba tra il nord e il sud pur sapendo che noi meridionali, comunque sia, siamo la maggioranza, più o meno silenziosa, anche se un po’ di rumore non farebbe male a nessuno,  soprattutto alla nostra classe politica.

E vi dico subito che questi due nobilissimi calabresi (come tutti i calabresi del resto) non hanno alcuna colpa di quanto sta accadendo, se la Calabria sta franando non è per il fatto che ha deciso d’incanto di chiedere la nazionalità greca, anche se sarebbe giustificata e sacrosanta richiesta visto che come colonia sono trattati malissimo. Tutto accade perché un giorno i nostri governanti in combutta con i mamma santissima hanno deciso di trattare questa meravigliosa terra come un feudo da sfruttare e basta, senza rispetto per le nobili genti e per il fragile stupendo territorio e i veri omertosi sono stati tutti coloro che speculando sulle ricchezze naturali della Calabria hanno preferito l’omertà alla denuncia, devastando il territorio sino a ridurlo a quello che sta diventando, una vergognosa pista di pattinaggio che la terra usa per scendere sempre più a valle demolendo ponti, strade e case e popolazioni inermi, i cui già pochi beni vengono travolti dalla violenza del fango, dell’acqua e da tutto quanto viene portato via dalla furia devastante, dall’idiozia galoppante del potere politico e mafioso presente in tutto il meridione. Non credo sia più credibile la tesi secondo cui la colpa è del popolo, dei cittadini cosi detti omertosi, le cause sono più profonde e serie. E tutto quanto comincia dal punto G, punto nevralgico e responsabile dei mali del meridione e del nostro martoriato meridione. G come governo assente, colluso, compartecipe, responsabile ed egli stesso artefice dei danni procurati alle nostre terre, al nostro patrimonio, naturale, artistico, culturale e storico. Dei danni procurati alle popolazioni indigene, alle loro tradizioni. Tutto questo per favorire gli interessi economici dei loro adepti, delle cosche mafiose e malavitose e l’unica colpa che hanno avuto le piogge di questi giorni non sono quelle di essere state insistenti e violente ma quelle di aver riportato alla luce tutte le vergogne della nostra classe politica stupida e imprevidente, usa soltanto a sentire il tintinnio della moneta sonante e distribuirla per comprate e vendere favori ai criminali vestiti di arroganza. E se Cosenza diventasse greca? Noi tutti la vogliamo qui ... ma per tenerla bisogna cambiare e se votiamo bene  alle regionali, magari gli amici Biondo e Francesco potrebbero  invitarmi a bere un buon bicchiere di MALVASIA … scriviamolo in grande non si sa mai.

Ultimo aggiornamento Venerdì 26 Febbraio 2010 21:33  

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