Lo Sbavaglio

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Due anni dopo.

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"Tout passe, tout lasse, tout casse" (Tutto passa, tutto stanca, tutto si rompe) è un proverbio francese un pò pessimista.

Sono passati 2 anni da quando nel disinteresse generale avevo deciso di fermare le mie opinioni in un articolo Come ti derubo senza che tu te ne accorga. che si è realizzato totalmente.

Due mesi dopo scrivevo L'emorragia continua senza che ci sia stata una reazione, perché siamo stati educati, in modo strisciante, a non pensare, a delegare ad altri la nostra funzione intellettiva, a non considerare il bene comune come bene nostro; anzi, avendoci fatto credere che quest'ultimo serviva per una risposta sociale (nuova cassa integrazione per i nuovi lavoratori senza lavoro), a sopravvenuti problemi economici, la cosa e' stata digerita benevolmente. Bastava fare due conti e verificare che mentre la nuova cassa integrazione salvava in due mesi 200.000 nuovi cassa integrati effettivi, l'accollo del nuovo debito che si era consumato in due mesi poteva soddisfare 15.000.000 nuovi cassa integrati: praticamente di 1/4 della popolazione italiana: un assurdo.



Lo Scudo fiscale ha permesso, oltre a garantire l'impunità agli evasori, un rimpatrio di capitali dall'estero che stranamente quasi coincide con l'incremento del debito pubblico nel medesimo periodo, ma con un beneficio irrisorio per le nostre Entrate fiscali e portando un incremento del PIL di oltre il 6% che in realtà ha nascosto una diminuzione del medesimo valore dello stesso PIL, ritardando la presa di coscienza da parte di tutti che stavamo andando a rotoli.

Si è anche usato, a nostra insaputa, il capitale dei nostri risparmi obbligando le banche italiane a comprare titoli di stato italiani, come scrissi in Due notizie e loro interpretazione. (Sabato 19 Giugno 2010):

La mia supposizione è che lo stato abbia trasferito soldi privati a coprire il debito pubblico, senza chiederci niente; in altre parole ha saccheggiato i nostri risparmi privati per coprire parzialmente il buco e non evidenziare il saccheggio al nostro bene comune che sta con costanza attuando. Questa operazione è permessa con la delega che il cittadino fornisce scegliendo da chi farsi governare. Ovviamente se la banca fallisse per questi suoi investimenti forzati chi ci perde è il correntista e non lo stato, quindi ha ragione il ministro Frattini a parlare di debito aggregato. Aggregato a noi italiani risparmiatori.

I bassi interessi pagati nelle emissioni dei titoli di stato italiani stavano alla base di questa costrizione senza pubblicità, che ora è venuta in evidenza dal tracollo delle nostre banche piene di titoli di stato italiani e quindi non più sopportabili.

Cosi' come lo stato si è inglobato il TFR nel debito pubblico italiano e ora saranno i nuovi lavoratori a pagarlo, un po' come è avvenuto per le pensioni: infatti ora i nuovi lavoratori devono pagare le pensioni ai vecchi lavoratori in una catena di S. Antonio che trufferà gli ultimi e dove il colpevole è già scappato.

Ora al 30 settembre 2011 il debito pubblico e' salito a 1883,75 miliardi di € (come indicato da TAV 4, pag. 9 dei Supplementi al Bollettino statistico ) da 1663,031 miliardi di € del 31 dicembre 2008 (verso ormai la fine del Governo Prodi) con un incremento del 13,27 % in appena 33 mesi nonostante il costante aumento dei tagli alla Cultura, alla Sanità, all' Istruzione, alla diminuzione dei trasferimenti alle amministrazioni pubbliche. A ogni italiano nel periodo è stato accollato un debito comune aggiuntivo di (1883,75 – 1663,03) / 60 = 3.678,6 €.

Se la vostra famiglia è composta da 3 persone siete diventati direttamente a vostra insaputa più poveri di 11.036 €.

A questo “prelievo”, o “mutuo” che e' stato preso senza vostro esplicito consenso, si aggiunge il vostro minore potere di acquisto. L'inflazione in Italia nel periodo ottobre 2010 – ottobre 2011 è cresciuta al 3,8% con il PIL cresciuto nel medesimo periodo del 1,1%, quindi siamo diventati più poveri del 2,7% in un solo anno.

La corruzione dilagante della politica a cui non basta disporre di privilegi, non giustificabili costituzionalmente, come la legittimazione legale delle unioni di fatto per i soli parlamentari, il vitalizio, gli incarichi multipli con relative remunerazioni, le “camere di compensazione” nella spartizione delle cariche nelle aziende pubbliche, che sono ulteriori esempi di impoverimento del nostro bene comune.

Gli italiani sono stati depredati nella loro dignità di persona, di coesione sociale, nel loro bene comune.

Pochi si sono avvantaggiati e quasi la totalità dei cittadini è stata danneggiata.

Da: Come ti derubo senza che te ne accorga (Lunedì 23 Novembre 2009):

Ma non la farà lui la brutta figura di chiederci i soldi, anzi per gli anni successivi programma un debito ancora crescente, la brutta figura la farà fare a qualcun altro, perché lui si sa le mani nelle nostre tasche non le mette.


Sarà Monti che cercherà ora di riparare i danni fatti. Auguriamoci che non fallisca e che faccia sorgere un briciolo di dignità in chi ci rappresenta e soprattutto in coloro che andranno a votare.

A questo proposito aggiungerei anche una considerazione sul “principio di responsabilità”: occorre che chi prende una decisione se ne assuma anche la responsabilità. Per tutti i quattro governi Berlusconi abbiamo visto che quando c'era l'evidenza di gravi problemi irrisolti nella nostra nazione, si è addossata la responsabilità a un altro: alla sinistra, ai comunisti, alla crisi mondiale. Questo significa che nessuno dei ministri di Berlusconi si è accollato la responsabilità dei risultati delle proprie azioni (o non azioni) intraprese; in pratica nessuno è stato “responsabile” e quindi, a mio avviso, ha, di fatto, delegittimato il proprio ruolo pubblico.

E' opportuno che questo errore non lo compia anche la sinistra, SEL in particolare. Condivido il pensiero di Pino Ippolito in Perché Vendola sbaglia sul governo Monti (Sabato 19 Novembre 2011):

Chi sta a sinistra e aspira a una società più giusta e più libera può scegliere di: 1) inveire, predicare, accusare (e salvare la propria coscienza);

2) misurarsi con la complessità dei problemi, affrontarli e risolverli in vista di un cambiamento che è possibile ma non proprio a portata di mano (e correre il rischio di smarrire la direzione).

La 2) è la posizione da “responsabile”, che permette, in termini elettoralistici, di pensare in modo di Buon Governo e non da semplice opposizione a tutto ciò che non piace.

Ultimo aggiornamento Domenica 24 Febbraio 2013 20:19  

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