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Rimodulazione dell'IVA. Una proposta per promuovere il lavoro in Italia.

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Ripropongo qui una mia vecchia idea che non pretende di portare un contributo rivoluzionario, ma opera contro il liberismo estremo del mercato, salvaguardando lo sviluppo dell'occupazione e degli investimenti, in modo etico e rispettoso delle persone e della natura.

E' un provvedimento che si dovrebbe prendere per ridurre l'inquinamento terrestre favorendo il lavoro là dove avvengono i consumi, ed è quello di differenziare l' IVA (l'incremento sul valore aggiunto), anche chiamata VAT nei paesi anglosassoni.

 

La proposta, che dovrebbe avere il consenso preventivo dell'Europa, consiste di istituire un' IVA progressiva che sia funzione della distanza dal luogo di produzione del bene rispetto alla sua utilizzazione: a una distanza maggiore dovrebbe corrispondere una tassa maggiore. Questo aumento non è un ritorno ai dazi medioevali, ma è un compenso da riconoscere per un danno al nostro bene comune terra.

Nel caso di prodotti composti da diversi sottoinsiemi di provenienza da luoghi di provenienza differenti, si avrebbe una IVA differenziata a seconda della provenienza per ogni singolo sottoinsieme, e se poi il prodotto completo viene venduto in un'altra nazione, si ritorna all'IVA che compete a un prodotto singolo.

Nei particolari la proposta prevede 2 punti (i valori assegnati sono solo esemplificativi e possono essere variati in vari modi: “a saldi zero” con equilibrio tra quanto si perde dalla manovra con il minor introito con la diminuzione per l'aliquota domestica compensata da quanto si guadagna con l'aliquota estera, oppure con un guadagno a favore dello stato, oppure, a favorendo lo sviluppo):

1- Rimodulazione dell'IVA, applicata solo su quella delle merci a cui viene assegnata attualmente la quota più elevata (20%). Le altre aliquote, 4% e 10%, rimangono invariate.

  • Nel caso di transazione completamente tra Operatori Italiani IVA ridotta al 19%.

  • Nel caso di transazione Italia – area Schengen IVA ridotta al 19,5%;

  • Nel caso di transazione Italia – Europa non Schengen IVA e paesi considerati poveri dall'ONU: tassa invariata al 20%;

  • Nel caso di transazione Italia – extra Europa IVA al 25% per beni in ingresso, e IVA al 20% per beni in uscita.

2- Il pagamento della merce da Acquirente a Venditore deve avvenire entro 2 mesi da emissione fattura (1). La fattura viene emessa dal venditore al momento della cessione della merce e, in caso di trasporto, una copia deve viaggiare insieme ai beni. L'IVA, viene pagata una volta al mese e può essere compensata al momento del pagamento del tributo, come avviene attualmente.

Anche l'amministrazione pubblica dovrebbe rispettare questa norma.

  • Se chi acquista la merce è italiano, la contabilizzazione del pagamento IVA è a carico del Venditore e deve avvenire al momento del pagamento fattura da parte dell'acquirente (2). Nel caso di sforamento del limite dei 2 mesi nel pagamento della merce da parte dell'Acquirente, ma entro 4 mesi, da emissione fattura, sovratassa del +10% del valore dell'IVA dovuta a carico dell'Acquirente, che sale al 20% per pagamenti oltre 4 mesi ma entro 6 mesi dalla data fattura. Per pagamenti non effettuati oltre 6 mesi dall'emissione fattura, si applicano al responsabile dell'acquisto non onorato, le sanzioni e i provvedimenti che gravano su chi emette un assegno a vuoto e viene perseguito per frode fiscale. Il venditore è tenuto a inserire l'Acquirente in un Registro centralizzato (3) a carico dell'Agenzia delle Entrate in cui sono annotati gli “gli Acquirenti cattivi pagatori” che verranno esclusi da acquisti futuri in cui è registrata la fattura, con relativa IVA, non onorata. Le Aziende che continuassero a vendere all'Acquirente inserito nel Registro, di cui sopra, sono tenute a onorare il pagamento dell'IVA, o al pagamento della merce o allo scadere dei 6 mesi dell'avvenuta cessione della merce. (In caso di frode da parte dell'acquirente è permesso non pagare l'IVA da parte del Venditore una sola volta).

  • Se l'Acquirente è straniero il pagamento dell'IVA compete al Venditore italiano e va contabilizzato alla data dell'emissione della fattura (4).

 (1) Attualmente non ci sono regole.

(2) Attualmente e' a carico del Venditore, anche se l'Acquirente non onora il suo debito, con un doppio danno.

(3) Potrebbe essere anche il CAI (Centrale Allarme Interbancaria).

(4) E' valida la situazione attuale con la sola variazione dell'aliquota secondo la modalità del punto 1.

Ultimo aggiornamento Sabato 16 Febbraio 2013 19:34  

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