Lo Sbavaglio

...perchè le libere opinioni contano

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri

Sotto la democrazia niente

E-mail Stampa PDF

In questi ultimi anni  sono state raccontate diverse teorie, e “favole” da politici, economisti, specialisti, industriali, capi di stato di ogni paese del mondo. Non mi convincono perché sono state le esigenze primarie, come al solito, che non hanno trovato riscontro nelle politiche economiche dei paesi democratici, più o meno sviluppati, più o meno in via di sviluppo. E neppure la presidenza degli Stati Uniti è stata in grado di dare risposte tali da garantire un livello accettabile di vita ai lavoratori. Basta vedere la strada che è stata intrapresa dalle industrie automobilistiche, ormai faro della nuova economia di mercato, ancora una volta è pantalone a pagare. Qualcosa non sta come l’hanno raccontata, sicuramente c’è qualcosa di diverso e di molto più pericoloso. E non basta l’elezione di un uomo di colore sia pure valido e positivo a modificare scelte e volontà di un capitalismo arrogante e reazionario in primo luogo quello americano e cinese.

 

 

 

Ci informano tutti i giorni, che il numero dei poveri, al di sotto della soglia di povertà aumentano i n maniera esponenziale, che persiste, ed avanza un impoverimento di tutte le categorie, produttive, di ogni paese del mondo, che il reddito procapite nei paesi del terzo mondo è in sostanziosa riduzione  così come nei paesi industrializzati, a causa della crisi internazionale, di problemi interni che non trovano soluzioni, si sono ridotti gli investimenti per la la scuola e in questo l’Italia è al primo posto, aumentando di fatto il numero degli analfabeti in tutto in tutto il mondo ed il numero degli stessi è aumentato ed aumenta anche in Italia.  Si sono ridotti i margini di democrazia, i motivi che adducono sono quasi sempre gli stessi, o simili, di paese in paese, manca il lavoro, mancano gli  investimenti, il mercato è fermo, o peggio ancora danno la colpa al costo del lavoro, ai diritti sociali, pensioni, strutture insufficienti, crisi strutturali e quant’altro in buona sostanza la colpa e sempre di qualcosa, o di qualcuno, che sta sempre da un ‘altra parte, al di fuori dei confini, e quindi il nemico sta sempre altrove, diventa introvabile e invisibile la colpa o è di nessuno oppure ancora una volta è colpa dei poveri, dei cosi detti  ultimi che diventano primi quando si tratta di pagare. Il nemico a mio parere è il capitalismo, e di chi lo sostiene, sia nelle sue forme più” umane” che nelle sue forme più aberranti. E in questo senso se non si modificano i rapporti di forza nessun intervento monetario o assistenziale può risolvere il modo positivo i problemi  del lavoro, e del benessere. E del progresso in democrazia.

E’ evidente! , c’è un vero e proprio tentativo di nascondere, ai più, una realtà politica, che ha fatto del’ideologia economica e politica, il proprio cavallo di battaglia, per mantenere intatto il proprio potere egemonico, sul mercato industriale, sul mercato degli scambi, delle materie prime,  secondarie e terziarie, e vuole porre il proprio sigillo e veto, sui processi di lavorazione, sulla distribuzione,  e quindi il controllo e la gestione internazionale delle materie prime,  di tutte le merci,dei beni di consumo,  dei prodotti agricoli alimentari e delle fonti di energia, che compongono il sistema commerciale dei beni in tutte le sue forme e sostanze, glib esempi che si potrebbero fare sono  tantissimi. Il potere economico delle banche, e dei grandi trust internazionali in coabitazione con le mafie e i poteri forti dell’economia mondiale decidono le sorti degli stati, sia in termini,  politici che economici incidendo direttamente o indirettamente sul sistema di relazioni sociali preesistenti ,  ponendo in grave pregiudizio le democrazie e le stesse istituzioni e costituzioni  nazionali,   le contrattazioni  tra padroni e maestranze, elementi,  le contrattazioni,fondamentali per tutti i paesi civili. Puntano a cambiare, gli stati, la loro struttura democratica,  politica e sociale e quindi i rapporti interni,  le autonomie degli stati vengono messe in serio pregiudizio  Vogliono un’altro mondo a loro immagine e somiglianza.  E’ presente quindi sul mercato internazionale una gigantesca, battaglia nel sistema capitalista  si cerca di creare nuove aree di ingerenza economica e  politica, per l’acquisizione di mercati,  di aree commerciali che  si sono trasformati ed evoluti in maniera selvaggia ed incontrollata che non ha voluto tenere conto di nuovi processi economici e politici, delle nuove necessità che si sono affacciate per la prima volta sui mercati ed hanno pensato di imporsi con politiche velleitarie in difesa del proprio mercato interno anzi che lavorare  per una diversa suddivisione delle commesse, per una più oculata gestione delle risorse  naturali ed energetiche, ed a una migliore e diversa organizzazione delle ricchezze interne, internazionali,  alla salvaguardia del patrimonio democratico del territorio, degli investimenti per le nuove fonti di energia rinnovabile. Questa è una delle ragioni ( oltre a quelle già conosciute) che hanno  portato alla crisi delle banche,  e dell’economia mondiale ma hanno  anche messo in crisi il meccanismo di risposta che il sistema capitalista aveva messo in atto  per dare soluzione alle contraddizioni che lo stesso sistema di mercato aveva  creato per le enormi differenze e sofferenze sociali fra uno strato sociale ed un ‘atro, fra un ceto ed un altro, fra uomini e donne e fra giovani e vecchie generazioni. Si Sono creati conflitti che superano il cosi detto sistema sociale di relazioni, fra, sistema produttivo, economia, diritti, civili,e sociali,  è entrato in crisi il sistema stato e democrazia.

In buona sostanza o questa democrazia, non è compatibile con questo stato  o questo stato non è compatibile, con questa democrazia  Interessante, ed importante andare ad una diversa e più moderna rilettura e  analisi del capitale di Marx messo troppo in fretta in cantina  dai nuovi soloni  dall’  aberrante, nuova economia  capitalista della globalizzazione ad ogni costo,la nuova realtà capitalista va analizzata e studiata, e le risposte vanno ricercata nello studio scientifico della realtà in cui si vive e si opera e non saranno certo le soluzioni che ci danno gli stessi capitalisti  a risolvere i problemi che interessano le grandi masse di sfruttati e non credo tuttavia che sia  solo un problema di chi governa . la questione  è ben più profonda. I sistemi di protezione sociale sono stati fatti saltare per precise scelte economiche,  ma anche politiche in quanto non si sono voluti modificare i sistemi di controllo sulla ricchezza favorendo cosi le grandi speculazioni di mercato e le evasioni fiscali, incoraggiate da  leggi  ad hoc da parte dei governanti, impedendo nei fatti, investimenti  nell’economia di stato, nei settori  strategici che potevano garantire un minimo di ripresa e sostegno, ai problemi del lavoro, e quindi di occupazione.  In particolare nelle infrastrutture, nel sistema strutturale  viario, ferroviario, ed  ancora nel sistema stato , nei servizi, ma soprattutto nel recupero e nella salvaguardia del territorio e nuove fonti di energia rinnovabili. O ancora un progetto di riconversioni industriali  mirate o anche solo parziali vedi la fiat,  vista la crisi commerciale che che l’auto sta vivendo ed  in particolare alcune delle sue produzioni,  la riconversione dovrebbe essere un obbligo. E ancora investire da parte dello stato nella casa, nei trasporti, nelle riorganizzazioni della sanità ristrutturazioni, di scuole asili, e quant’altro, nel mantenimento, e manutenzione dei beni dello stato dalla cultura, alle arti, e al grande patrimonio storico antico e moderno anzi chè distruggerlo per incompetenze e idiozie. Tutto ciò è un problema di democrazia rinunciando a queste scelte nei fatti si impoverisce la democrazia e la stessa costituzione ne rimane gravemente deturpata nella sua immagine più profonda.

Questo a mio parere non è semplicemente una questione di  “forbici”, più meno ampie, che si sono create  fra le realtà, presenti nelle pieghe della società, ma è uno strumento di dilatazione a tempo indeterminato della soluzione  dei problemi primari, lavoro e sostentamento, salute, giustizia, e scuola o addirittura l’abbandono di questi problemi che ha messo in crisi il sistema paese, mettendo in grave pregiudizio le conquiste civili, sociali, e costituzionali. Quindi il problema non è  solo prevalentemente economico. Il sistema industriale italiano, non è in crisi, per semplici problemi strutturali o di mercato nazionale o internazionale, o perché solo almeno questo si dice a causa della globalizzazione che ha modificato il mercato interno e le sue nuove esigenze se pure questo problema esiste e con questi dobbiamo fare i conti. Ma penso che sia il diretto risultato della diversa distribuzione del lavoro sul piano planetario e della distribuzione della ricchezza imposta dalle grandi potenze economiche, il grave sta nel fatto che ne il nostro sistema economico e men che meno il governo ha saputo reagire con un programma democratico di gestione della crisi, con un qualsiasi progetto di ricerca atto a porre rimedio alle nuove esigenze che hanno investito il paese in tutta la sua complessità, e in tutte le sue pieghe. Non è un caso che l’Italia  in realtà sta reagendo come  i paesi più deboli a democrazia parziale, o dittatoriale,  a economia  precaria  di sviluppo,  sistemi politici, diciamo poco sensibili alla democrazia o anche solo alla sua realizzazione.

Questi paesi sostenuti dai governi  a democrazia capitalista, non a caso si stanno verificando scontri e dissensi i cui sviluppi rischiano di creare veri e propri focolai di rivolta, le cui conclusioni finali potrebbero diventare elemento di gravi scompensi all’interno degli attuali equilibri  nazionali, internazionali che pure devono  trovare nuovi assetti politici ed economici sullo scenario medio orientale europeo e mondiale. Si devono creare , inventare nuovi modelli di democrazia  commerciale e istituzionale , con regole adatti ai vari paesi, basandosi sulle culture sulle tradizioni storiche e religiose onde impedire rigurgiti nazionalisti che poterebbero infuocare intere aree del medio oriente e dell’Europa stessa, i cui segnali devono essere presi in seria considerazione. La Grecia, l’Albania, la stessa Italia, il Portogallo, la Francia  e chissà quanti altri paesi in Europa sono in condizione economica e politica insostenibile e però non se  ne parla per mantenere la realtà nascosta che prima o poi salterà fuori in tutte le sue drammaticità. Con manifestazioni le cui motivazioni sono sempre da riscontrare generalmente nelle condizioni reali di milioni di esseri umani che in questa Europa non hanno ormai nessun diritto di cittadinanza civile in quanto le loro condizioni stanno al di sotto della cosi detta civiltà. La democrazia, si è impoverita, e diventata una sorta di guscio vuoto.  Non bastano le elezioni europee, per dare anche solo una parvenza di democrazia, così come la democrazia  perde consistenza in tutti i paesi “ democratici” dove a causa dei governi inetti, le economie, e le loro strutture democratiche stanno cedendo sotto i colpi incoscienti di un capitalismo che pensa di sopravvivere facendo pagare la crisi alle masse popolari già messe alla frusta dalla carenza del lavoro, dalla restrizione dei diritti, civili e sociali, e dagli attacchi, alle libertà anche individuali. Mentre penso che la partecipazione democratica alla lotta contro questo tipo di globalizzazione potrebbe diventare un’arma fondamentale ed efficiente per uscire da questo nodo scorsoio anche perché le soluzioni che ci stanno proponendo stanno uccidendo prospettive, futuro e risorse umane. La democrazia ha le sue esigenze, perché si mantenga viva è necessario che si alimenti, con contributi proposte, soluzioni che affrontino i temi delle esigenze umane primarie e  secondarie, che si sviluppi il concetto di scuola, di ricerca e poi di scienza, occorre considerare la cultura , come un ‘investimento per l’immediato certo ma soprattutto per il futuro, anche perché ci sono già idioti intellettuali che teorizzano un basso livello di scolarizzazione perché il mercato non è in grado di assorbirne capacità e numero dei nuovi laureati. La democrazia si alimenta con la presenza del lavoro, nelle sue svariate forme, e nel suo rispetto, e nel suo adeguamento pratico alle realtà nuove che si trasformano e trasformano il mondo stesso. La democrazia per poter vivere ha bisogno di sapere cosa bisogna farne dei giovani, delle donne, dei bambini degli anziani. Una democrazia che  si svuota di questo e poi ancora, dei diritti, della giustizia, dell’uguaglianza, dello stato di diritto, e viene sostituita dall’arroganza, dalla interpretazione di parte e dall’utilizzo personale a scopi propri e per  propri interessi  diventa un guscio vuoto sia in Italia che all’estero e la si può parafrasare con un famoso titolo di un film e sotto la democrazia niente e questo è molto pericoloso. Una democrazia priva di  contenuti, che non si occupa di nulla o quasi, rischia  di trasformarsi in dittature o governi come quello che abbiamo noi, e ciò che è peggio il nulla sta affascinando un po’ tutti quelli che dovrebbero farsi affascinare dal lavoro e dal progresso dalla democrazia e non dalla pigrizia propositiva e dal desiderio di tenere un piede in due staffe e i glutei sulle poltrone. Ecco perché non c’è sinistra  in parlamento  non ha più voglia di occuparsi  di queste cose o se occupa in maniera sporadica, occorre modestia e abnegazione e  quanto meno spirito di cambiamento, occorre soprattutto tenere conto dei consigli degli interessati, saccenteria e nulla più ecco perché  il nostro redattore continua a perdere le scommesse . E Lui lo sa.

Ultimo aggiornamento Sabato 05 Febbraio 2011 12:47  

Ultimi commenti


In questo sito vengono utilizzati i cookie necessari al suo funzionamento e quelli associati a terze parti nel caso di visualizzazione di contenuti da loro gestiti e per la raccolta statistica di dati di traffico. Per saperne di più, clicca su: Informativa completa.

Per accettare, clicca su:

EU Cookie Directive Module Information