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Quando si fa tardi

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Si poteva ieri leggere su “La Stampa”, a firma di Luca Ricolfi, “Federalismo è già troppo tardi”.

Questo articolo mi pare fondato su questo semplice sillogismo. In mancanza di federalismo le perduranti inefficienze (e gli sprechi) del Mezzogiorno d’Italia non consentono di liberare le risorse necessarie per sostenere il sistema produttivo e la competitività del Nord Italia con il conseguente declino dell’intero Paese. Più rapidamente: senza federalismo il Sud è la palla al piede che trascina nel baratro l’Italia tutta.

Argomentazioni che meritano qualche commento.

 

 

 

  1. L’arretratezza del Sud Italia é anche il frutto della “conquista regia” e della fiscalità di sfavore (sì, proprio di sfavore) operata dallo Stato unitario nei primi decenni dopo l’unità. Valgono al riguardo le analisi documentate di autori liberali come il Fortunato e il Nitti. Anche allora parve, dalla prospettiva meridionale, che la soluzione si potesse chiamare federalismo. Lo invocarono per primi, infatti, grandi uomini politici meridionali tra i quali qui voglio ricordare Dorso e Salvemini.
  2. L’Italia è, tra i paesi più avanzati, quello che vanta il triste primato della più alta evasione fiscale. Si valuta che addirittura il 50,5% del reddito imponibile non venga dichiarato (in Svezia è il 7,6%, in Gran Bretagna l'11,9%). Secondo l'Istat nel nostro Paese l'economia sommersa vale il 17,5% del valore del Pil. I principali evasori in Italia risultano essere industrie (32%), banche e assicurazioni (28%), commercianti (12%), artigiani (11%), professionisti (9%) e lavoratori dipendenti (8%). A livello regionale, nei primi mesi del 2010 la Lombardia è quella dove è aumentato maggiormente il numero di evasori fiscali (+10,1%). Non pensa il prof. Ricolfi che qualche risorsa per sostenere la competitività del sistema Paese si possa trovare tra le pieghe della principale vergogna nazionale?
  3. Non vi è alcuna evidenza né scientifica né statistica nella relazione sistema federale – alta competitività Paese. È sufficiente scorrere la classifica del Global Competitiveness Report 2010-2011 per verificare che la Svizzera, paese federale, è al primo posto seguita dalla Svezia, non federale. Su un totale di 139 Paesi presi in esame l'Italia è al 48° posto dopo molti paesi non federati. La Francia, ad esempio, è 14esima. Non pare al prof. Ricolfi che prima ancora che nel mancato federalismo occorre ricercare altrove le ragioni della scarsa competitività italiana (pubblica amministrazione inefficiente, giustizia troppo lenta, scarsi investimenti in ricerca e innovazione)?
  4. Infine, per ragioni di spazio e per non profittare troppo della benevolenza del lettore, voglio qui richiamare che nessuna correlazione scientifica o statistica è stata mai rinvenuta tra efficienza e federalismo. Anzi è ben noto, nelle teorie dell’organizzazione, che le strutture decentrate comportano maggiore efficacia ma minore efficienza.

Ho inviato questo testo al prof. Ricolfi, che insegna “Analisi dei dati” presso la Facoltà di Psicologia dell’Università di Torino, e a “La Stampa”, confidando nella pubblicazione.

Qui fatemi aggiungere che ne abbiamo piene le tasche di facili quanto rozzi sillogismi come quello del prof. Ricolfi, non nuovo a preparare ex cathedra piatti pronti per il più stupido e ignorante leghismo. Si è fatto davvero tardi per studiare e approfondire prima di sproloquiare?

Ultimo aggiornamento Giovedì 25 Novembre 2010 09:14  

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