Lo Sbavaglio

...perchè le libere opinioni contano

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri

Cialtroni meridionali

E-mail Stampa PDF

L’avvocato Tremonti, e superministro dell’economia, non è nuovo dare lezioni con querula saccenteria. Le ha date al governatore della Banca d’Italia in fatto di economia, agli italiani tutti in tema di psicologia spiegandoci ora cosa sia la speranza, nei giorni da liberista, ora cosa sia la paura, nei giorni da terzomondista. Non ci risulta, viceversa, che abbia mai dato lezioni di diritto e di legalità, materie dove pure dovrebbe vantare il massimo della competenza, ne siamo certi, maturata in severi e faticosi studi e in una brillante carriera professionale. Né mancherebbe certo la platea cui indirizzare anche questa sua lectio magistralis. Questa volta il superministro ha scelto un obiettivo assai più modesto e, sparando sulla Croce Rossa, se l’è presa con «la cialtroneria e l'irresponsabilità» di chi, al Sud, «prende i soldi e non li spende».

Dati gli obiettivi del nostro – sviare l’attenzione dalla manovra economica e accrescere i già alti meriti presso l’elettorato leghista – a nulla è valsa la replica del Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, emiliano, che gli ha rimproverato di non rispettare il galateo istituzionale e di avere trascurato che in molti casi i ritardi nella spesa sono stati provocati dai Ministeri e da altri enti nazionali. A nulla sono valse pure le parole del governatore della Puglia Nichi Vendola (che peraltro può vantare la quota più significativa dei 3,6 miliardi di euro di fondi UE effettivamente spesi nell’intero Sud) il quale ha ricordato come ancora più “scandalosa” sia la gestione dei fondi comunitari gestiti dai ministeri.

Perciò a nulla servirebbe ancora richiamare il ministro a non dimenticare che la spesa dei fondi europei, si realizza attraverso il cofinanziamento e che gli enti locali sono stati stretti dalla morsa del patto di stabilità. Ancor meno ricordare che l’insufficienza della politica meridionale, che certo non può essere negata o sottaciuta, ha origini profonde ed è un male antico verso il quale la classe politica nazionale ha finora fatto ben poco. Per lo sviluppo economico del Mezzogiorno il suo dicastero, in particolare, aveva lanciato qualche tempo fa, ricordate?, l’idea di una Banca per il Sud. Non se n’è fatto sinora nulla e nulla si farà perché l’idea era nata balzana e tale è rimasta (come si può pensare in regime di libera concorrenza dei capitali di costringere una banca a impiegare le proprie attività in una regione piuttosto che in un’altra?).

Maggior peso potrebbe avere sul ministro, forse, la banale constatazione che senza quei cialtroni meridionali (e qui facilmente concordiamo) - pensate alla Sicilia dove le ultime elezioni si sono concluse con sessantasei parlamentari a zero a favore del centrodestra - la sua parte politica non sarebbe oggi al governo ed egli stesso non sarebbe ministro.

 

 

Ultimi commenti


In questo sito vengono utilizzati i cookie necessari al suo funzionamento e quelli associati a terze parti nel caso di visualizzazione di contenuti da loro gestiti e per la raccolta statistica di dati di traffico. Per saperne di più, clicca su: Informativa completa.

Per accettare, clicca su:

EU Cookie Directive Module Information