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Dove investire per migliorare la situazione in Italia?

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In questi giorni c'è una discussione tra il segretario generale della CGIL Susanna Camusso e il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi su dove investire 10 Mld di € che sembra Renzi metta a disposizione per far ripartire l'economia.

Entrambi cercano di spostare le poche risorse su un unico fronte: la prima le vorrebbe destinate ad aumentare i redditi minimi per dare fiato agli ultimi e il secondo tutti investiti a ridurre il cuneo fiscale per creare più posti di lavoro.

Voi da che parte state? Vi dirò anche la mia opinione.

 

 

E' il nostro passato che ci ha fatto come siamo oggi, che guida i nostri pensieri. Nel mio passato c'è stata la conduzione di un'azienda, una SpA, che aveva il punto forte nella qualità del personale.

Ritengo che i giovani brillanti laureati siano una delle poche speranze dell'Italia.

Il loro entusiasmo, la loro dedizione, la loro capacita' profetica nell'intuire nuove strade è una risorsa per migliorare il futuro non solo loro ma di tutti coloro che a cascata possono beneficiare dei loro sforzi. Lo sforzo dei singoli al servizio del bene comune.

Il problema più grande in Italia e' il lavoro. Tutti lo ammettono. La mancanza di lavoro crea povertà. Squinzi punta sul problema principale, la Camusso punta ad attenuare le conseguenze.

Nessuno spiega perché Squinzi punti a diminuire o cancellare l'IRAP.

Vediamo di conoscere questa tassa perversa che si ritorce sull'occupazione.

Da qui.

L'imposta regionale sulle attività produttive, nota anche con l'acronimo IRAP, è stata istituita con il decreto legislativo 15 dicembre 1997 n.446 dal governo Prodi, dall'allora ministro delle finanze Vincenzo Visco. Con la Finanziaria 2008 assume la natura di imposta propria della Regione e, nella sua applicazione più comune, colpisce il valore della produzione netto delle imprese, ossia, in termini generali, il reddito prodotto al lordo dei costi per il personale e degli oneri e dei proventi di natura finanziaria.

Significa che se tu fatturi 1 Ml di € l'anno con 1 dipendente paghi molto poco, se fatturi 1 Ml di € l'anno con 20 dipendenti paghi tantissimo e lo paghi non sull'utile dell'azienda, ma sul fatturato lordo, quindi a prescindere dal risultato economico dell'azienda.

Conseguenze. Se tu cerchi il bene futuro dell'azienda, te ne freghi e d'accordo con i soci, investi su quello che ritieni il bene più prezioso: i collaboratori che sceglierai saranno quelli al meglio, li pagherai al meglio investendo sul loro futuro, ma anche sul futuro della tua azienda e di conseguenza di chi ruota attorno alla tua azienda, innescando un circolo virtuoso di miglioramento generale. Se tu cerchi solo l'utile dell'azienda, non assumi, fai lavorare in nero le persone, le sfrutti realizzando in questo modo profitti da riscuotersi subito con contropartita la creazione di un mondo sommerso di sottoccupati e un'involuzione del progresso attorno a te.

La Camusso interviene a danni fatti, Squinzi interviene sull'origine dei problemi.

Da cattolico dovrei seguire l'insegnamento di papa Francesco che ammiro tantissimo, ma la strada indicata dalla Camusso a mio giudizio è meno efficace di quella indicata da Squinzi.

Faccio un esempio parallelo per spiegarmi meglio.

Lo stato italiano promuove il gioco d'azzardo per autofinanziamento.

A me questo modo di finanziamento appare immorale e disastroso in tutti i sensi. All'Organizzazione di volontariato dove presto servizio posso constatare che e' un modo per far pagare ai poveri tasse che altrimenti non avrebbero nemmeno capienza per poter pagare.

Il costo sociale di questa decisione e' enorme.

Ormai la dipendenza da gioco è assunta a tutti gli effetti come la dipendenza da droghe pesanti con tutte le conseguenze relative: immoralità, gesti che violano la sicurezza dei cittadini, pullulare di “compra-oro” ecc.

In questo caso, la mia opinione e' che si dovrebbe bandire il gioco d'azzardo. Il soccorso a coloro che rimangono vittime di questo meccanismo perverso è eventualmente di secondo livello e meno importante della decisione principale (vietare il gioco d'azzardo, quanto meno vietarne la pubblicità).

Anche in questo caso gli spiriti caritatevoli di soccorso ai più deboli, a cui nemmeno i volontari, laici e confessionali, si sottraggono, non risolvono il problema. Sono un palliativo.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 12 Marzo 2014 16:43  

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